FAQ
L'ABC dei Compositi
Cos'è un materiale composito?
Un materiale composito è un materiale strutturale avanzato creato dall’unione di due o più materiali diversi che, insieme, acquisiscono proprietà meccaniche superiori a quelle dei singoli componenti. Generalmente è formato da un “rinforzo” (come le fibre) che fornisce resistenza e rigidità, e una “matrice” (come la resina) che tiene unite le fibre, proteggendole e distribuendo i carichi.
Cos'è la fibra di carbonio?
La fibra di carbonio è il “rinforzo” più performante tra i materiali compositi. È un filamento sottilissimo (circa 5-10 micrometri, molto più sottile di un capello) composto quasi esclusivamente da atomi di carbonio. Questi atomi sono aggregati in cristalli allineati parallelamente all’asse della fibra, conferendole un’incredibile resistenza e rigidità in rapporto al suo peso bassissimo.
Da cosa è composto un composito in fibra di carbonio?
È composto da due elementi principali:
- Rinforzo: Le fibre di carbonio (sotto forma di tessuto o filamenti unidirezionali).
Matrice: Solitamente una resina polimerica (come la resina epossidica) che impregna e lega le fibre. La resina, una volta indurita (polimerizzata), crea un pezzo unico solido, leggero e incredibilmente resistente.
Che differenza c'è tra fibra di carbonio, fibra di vetro e Kevlar (aramidica)?
Sono i tre rinforzi più comuni, ma con proprietà diverse:
- Fibra di Carbonio: La più performante. Offre la massima rigidità e resistenza meccanica con il peso più basso. È anche un buon conduttore di elettricità. È il materiale d’elezione per applicazioni ad alte prestazioni (Motorsport, Robotica, Aerospaziale).
- Fibra di Vetro (Vetroresina o GFRP): È la più economica e diffusa. Ha buona resistenza meccanica e un eccellente isolamento elettrico e termico, ma è significativamente più pesante e meno rigida del carbonio.
Kevlar® (Fibra Aramidica): La sua caratteristica unica è l’enorme resistenza all’impatto e all’abrasione (è usata per i giubbotti antiproiettile). È leggera (più del vetro) ma difficile da tagliare e meno performante del carbonio a compressione.
Cosa significa "termoindurente" e "termoplastico"?
Si riferisce al comportamento della matrice (la resina) al calore:
- Termoindurente (es. Resina Epossidica): La quasi totalità dei compositi strutturali (inclusi quelli di TR Compositi) usa resine termoindurenti. Attraverso un processo chimico irreversibile (la “polimerizzazione” o “cura”), la resina indurisce e assume la sua forma definitiva. Una volta indurita, non può più essere fusa o rimodellata con il calore.
Termoplastico (es. Nylon, PEEK): Questi polimeri possono essere fusi e rimodellati più volte riscaldandoli. I compositi termoplastici sono un’innovazione recente, apprezzati per la loro riciclabilità e rapidità di stampaggio, ma richiedono processi produttivi molto diversi.
Cos'è il "Pre-preg"?
“Pre-preg” è l’abbreviazione di “pre-impregnato”. È un tessuto di fibra di carbonio (o altro rinforzo) che è stato precedentemente impregnato dal produttore con una quantità precisa di resina (solitamente epossidica).
Questa resina è in uno stato “dormiente” (tecnicamente, B-Stage) e viene attivata solo dal calore. Il pre-preg si presenta come un panno asciutto e leggermente appiccicoso, facile da tagliare e posizionare nello stampo.
Vantaggi:
- Rapporto Fibra/Resina Perfetto: La quantità di resina è controllata industrialmente. Meno resina significa un componente più leggero e più resistente (la resina serve solo a legare, è la fibra che lavora).
- Qualità e Ripetibilità: Garantisce prestazioni costanti, impossibili da ottenere con la laminazione manuale.
- Pulizia: Il processo di laminazione è pulito, senza colature di resina liquida.
Svantaggi:
- Costo: È più costoso del tessuto secco e della resina liquida.
- Conservazione: Deve essere conservato in freezer a -18°C per bloccare la reazione chimica.
Processo: Richiede una “cura” (polimerizzazione) in forno o in autoclave a temperature precise (es. 80°C – 120°C) e l’uso del sottovuoto.
Che differenza c'è tra Pre-preg e laminazione "wet" (manuale)?
Laminazione Wet (Manuale): È il metodo tradizionale. Si posiziona il tessuto di carbonio secco nello stampo e si applica manualmente la resina liquida (miscelata con l’indurente) usando pennelli o rulli. È più economico ma è impossibile garantire un rapporto fibra/resina ottimale e si rischia di inglobare bolle d’aria, creando difetti.
Laminazione Pre-preg: Si utilizza il tessuto pre-impregnato (vedi FAQ 6). Il processo è più pulito, preciso e garantisce prestazioni meccaniche superiori. È il metodo usato in Formula 1, in aeronautica e per tutti i componenti strutturali ad alte prestazioni.
Cosa significa "polimerizzazione" (o "cura")?
È il processo chimico che trasforma la resina dallo stato liquido (o semi-solido nel caso del pre-preg) a uno stato solido e rigido. Questo avviene quando i componenti della resina (es. resina e indurente) reagiscono tra loro. Questa reazione può avvenire a temperatura ambiente (per resine “wet”) o essere attivata dal calore (per i pre-preg in forno o autoclave). È un processo irreversibile.
Cos'è un'autoclave e a cosa serve?
L’autoclave è un “forno pressurizzato”. È la tecnologia d’eccellenza per la polimerizzazione dei materiali compositi ad alte prestazioni. A differenza di un normale forno, l’autoclave combina due elementi:
- Temperatura: Scalda il componente (es. 120°C) per attivare la reazione chimica della resina pre-preg.
2. Pressione: Immette una forte pressione (es. 6-7 bar) all’interno della camera.
Cos'è la laminazione "Out of Autoclave" (OoA)?
Sono processi, tipicamente usati con pre-preg specifici (OoA Pre-pregs) o infusione, che permettono di ottenere ottimi risultati usando solo un forno e il sottovuoto, senza la pressione dell’autoclave. Questo riduce i costi e i tempi, rendendo la tecnologia accessibile (è uno dei processi usati da TR Compositi per le sue lastre).
Che differenza c'è tra Carbonio e "Vetroresina"?
“Vetroresina” è il nome comune del composito che usa fibra di vetro come rinforzo. “Carbonio” è il nome comune per quello che usa fibra di carbonio. La differenza sta tutta nelle prestazioni: il carbonio è molto più leggero, rigido e resistente.
La fibra di carbonio è un metallo?
No. È un polimero rinforzato con fibre (CFRP – Carbon Fiber Reinforced Polymer). Non è un metallo, sebbene abbia una rigidità che può superare quella dell’alluminio o dell’acciaio con un peso molto inferiore.
Cos'è il "modulo di elasticità" (o Modulo di Young)?
È la misura della rigidità di un materiale. Un modulo alto significa che il materiale è molto rigido e si deforma pochissimo sotto carico (come il vetro). Un modulo basso significa che è flessibile (come la gomma). La fibra di carbonio è famosa per il suo altissimo modulo di elasticità in rapporto al peso.
Cos'è la "resistenza a trazione"?
È la forza massima che un materiale può sopportare prima di rompersi quando viene “tirato” (posto in trazione). La fibra di carbonio ha un’eccezionale resistenza a trazione.
La fibra di carbonio arrugginisce (corrode)?
No. A differenza dei metalli, la fibra di carbonio (e la resina epossidica) è chimicamente inerte e non arrugginisce. È totalmente resistente alla corrosione da acqua, sale e molti agenti chimici. Questo la rende ideale per il settore nautico e per ambienti aggressivi.
Cos'è la "delaminazione"?
È il difetto più pericoloso in un composito. Si verifica quando gli strati (le “pelli”) di fibra di carbonio si separano tra loro. Può essere causata da un forte impatto o da un errore nel processo di laminazione. Un pezzo delaminato perde drasticamente la sua resistenza.
Cosa significa "anisotropo"?
Anisotropo significa che un materiale ha proprietà meccaniche diverse a seconda della direzione in cui viene sollecitato. Questo è il concetto fondamentale e il più grande vantaggio del composito.
- Un pezzo di alluminio è “isotropo”: è ugualmente resistente in tutte le direzioni (X, Y, Z).
- Un pezzo in fibra di carbonio è “anisotropo”: la sua massima resistenza e rigidità si ha solo nella direzione in cui sono orientate le fibre.
Questo permette ai progettisti di “disegnare il materiale”: si posizionano gli strati di carbonio (le pelli) solo dove serve e solo nella direzione della forza, eliminando il peso inutile. Una lastra TR Compositi è “quasi-isotropa” perché sovrapponiamo strati con orientamenti diversi (es. 0°/90°/45°) per dare una resistenza bilanciata su tutto il piano.
Cos'è una "fibra unidirezionale" (UD)?
È un nastro di fibre di carbonio tutte parallele e allineate in una sola direzione (0°). Non è un tessuto. Questo materiale offre la massima prestazione assoluta solo in quella direzione. Viene usato per creare la “spina dorsale” di un componente strutturale.
Cos'è un "tessuto" di carbonio?
È un panno (simile a un tessuto tessile) creato intrecciando i filamenti di carbonio. L’intreccio (o “trama”) conferisce al materiale una buona resistenza in più direzioni (es. 0° e 90°) e lo rende più facile da maneggiare e drappeggiare su forme complesse. (Vedi Proprietà Tecniche e Materiali per le differenze tra Twill e Plain).
Cos'è il "Filament Winding"?
È un processo produttivo per creare componenti cilindrici o tubolari (come serbatoi, tubi, alberi di trasmissione). Consiste nell’avvolgere filamenti continui di carbonio, impregnati di resina, attorno a un mandrino rotante.
Cos'è la "Pultrusione"?
È un processo per creare profili a sezione costante (come barre, tubi quadri, profili a L). Le fibre di carbonio vengono “tirate” (pull) attraverso un bagno di resina e poi attraverso una filiera riscaldata che dà la forma al profilo e polimerizza la resina in continuo.
Cos'è l' "Infusione" (o RTM Light)?
È una tecnica di laminazione “wet” avanzata. Si posizionano tutti gli strati di tessuto secco nello stampo, si chiude tutto in un sacco a vuoto e poi si usa la depressione del vuoto per “risucchiare” la resina liquida, che va a impregnare uniformemente tutto il laminato. Permette di ottenere un ottimo controllo sulla quantità di resina, migliore della laminazione manuale.
La fibra di carbonio è un buon isolante termico?
Ha una conducibilità termica relativamente bassa (molto inferiore ai metalli) e, soprattutto, un bassissimo coefficiente di espansione termica (CTE). Questo significa che non si espande e non si contrae con le variazioni di temperatura. Questa “stabilità dimensionale” è cruciale per strumenti di precisione, robotica e telescopi.
Che cos'è il "core" o "anima" in un pannello sandwich?
È un materiale leggero che viene inserito tra due pelli esterne di fibra di carbonio (come il ripieno di un panino). Il “core” (o anima) serve a distanziare le due pelli: questo aumenta esponenzialmente la rigidità flessionale del pannello, mantenendo un peso bassissimo.
Che tipi di "core" esistono?
I più comuni sono:
- Nido d’Ape (Honeycomb): In alluminio o Nomex®. Offre il miglior rapporto rigidità/peso in assoluto, ma non è sigillato (può assorbire acqua se non protetto).
- Schiume (Foam): In PVC, PET o poliuretano. Sono a cella chiusa (non assorbono acqua), facili da lavorare e offrono anche un buon isolamento termico. Il PET è molto usato per la sua sostenibilità (riciclato).
Cos'è il "Forged Carbon" (Carbonio Forgiato)?
È una tecnologia resa famosa da Lamborghini. A differenza dei tessuti tradizionali, si utilizzano “pezzetti” (chopped fibers) di carbonio pre-preg che vengono messi in uno stampo e compressi ad alta pressione e temperatura. Il risultato è un pezzo con un’estetica caotica e “marmorizzata” e con ottime proprietà meccaniche in tutte le direzioni, ideale per forme molto complesse.
La fibra di carbonio è costosa?
Sì, è significativamente più costosa della fibra di vetro o dei metalli comuni (alluminio, acciaio). Il costo è dovuto all’altissima energia richiesta per produrre i filamenti di carbonio (un processo chiamato “pirolisi”). Tuttavia, il suo costo è giustificato dalle prestazioni estreme che offre.
Quanto pesa la fibra di carbonio?
È incredibilmente leggera. La sua densità è di circa 1,5-1,8 g/cm³. Per fare un confronto:
- Carbonio: ~1,6 g/cm³
- Alluminio: ~2,7 g/cm³
- Acciaio: ~7,8 g/cm³
A parità di volume, il carbonio pesa circa il 40% in meno dell’alluminio e oltre il 75% in meno dell’acciaio.
La fibra di carbonio è "eterna"?
Se protetta correttamente dai raggi UV (con vernici trasparenti apposite o additivi nella resina) e usata entro i suoi limiti strutturali, la fibra di carbonio ha una vita a fatica (resistenza a cicli di carico ripetuti) lunghissima, spesso superiore a quella dei metalli. Non corrode e non invecchia.
Perché si usa la fibra di carbonio?
Si usa la fibra di carbonio quando l’obiettivo primario è la massima prestazione con il minimo peso. Il suo vantaggio non è solo la leggerezza, ma l’altissimo rapporto tra rigidità e peso e tra resistenza e peso. Permette di creare componenti più leggeri, più veloci, più rigidi e più efficienti.
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